Elezioni Europee 2019

L’Europa

più unita è il fondamento razionale delle nostre speranze:vivere in un mondo sicuro della pace, sostenibile sotto il profiloambientale, economico, sociale.

L’Europa più unita è anche uno strumento essenziale per asciugare le fonti delle nostre paure: il terrorismo fondamentalista islamico, la disoccupazione tecnologica, il riscaldamento globale, l’immigrazione non governata.

Una più forte integrazione tra i Paesi dell’Area Euro è la condizione per essere protagonisti, alla pari con gli

USA e la CINA, di nuove forme di Governo Globale. Noi europei abbiamo la potenza culturale,economica e sociale necessarie.

Ma c’è un deficit di volontà politica che solo gli elettori, il 26 maggio prossimo, possono annullare.

 

Bilancio dell'Area Euro. Subito

Draghi (Presidente BCE): “Una politica di bilancio adatta può aiutare non solo la ripresa, ma anche sulla questione dei surplus esterni”. In poche parole: una spesa pubblica più elevata per investimenti farebbe comodo a tutti:un po’ più di inflazione, un’economiapiù vivace. Raccomandazione che vale, nell’Area Euro, in particolare per la Germania. Per gli altri Paesi, tra cui l’Italia, la spesa pubblica aggiuntiva per gli investimenti può venire anche dal bilancio dell’Area Euro. Francia

e Germania sono d’accordo (vertice
di Meseberg). Il Governo italiano, in Europa, o non dice e non fa nulla,
o parla d’altro. Un comportamento autolesionista. Il bilancio dell’Area Euro è il primo, realistico obiettivo del PD

Brexit e Lega-M5S:
dopo gli applausi, il silenzio

Non si contano gli esponenti leghisti e grillini che gridavano urràall’idea della Brexit, festeggiavano per il referendum inglese e dichiaravano che gli italiani avrebbero dovuto seguirne l’esempio. Oggi -mentre il Regno Unito rischia il collasso e si ha la prova che nessuno dei sostenitori della Brexit aveva un piano per gestirla- sperano in silenzio che gli italiani non ricordino le loro manifestazioni di irresponsabile entusiasmo.

Energia: Enea, sui condomini possibile 1milione di interventi con risparmi fino al 60%.

Gli ecobonus del 70% e del 75% e i nuovi meccanismi previsti dalla legge di bilancio per incentivare la riqualificazione energetica dei condomini possono attivare già da quest’anno ingenti investimenti, con benefici per il rilancio della filiera edilizia e dell’occupazione e per ridurre i consumi fino a 60% del totale.

“Moltissimi cittadini vivono in grandi condomini costruiti negli anni ‘50, ‘60 e ‘70 nelle periferie, senza nessuna attenzione agli aspetti energetici:su questi immobili non sono mai stati fatti interventi diefficientamento che invece potrebbero far risparmiare fino al 60%dei consumi” ha sottolineato il presidente Testa.

“I nuovi meccanismi introdotti dalla manovra finanziaria consentono a tutti, anche a coloro che non hanno capienza fiscale sufficienteo che ritengono di non essere in grado di utilizzarle, di cedere le detrazioni a chi decide di farsi carico degli interventi. Si capisce, quindi, la valenza energetica ambientale ed anche sociale di questostrumento su edifici e quartieri che sono spesso fra i più degradatidel Paese”. “I nuovi meccanismi e la circolare dell’Agenzia delle entrate in uscita aprono nuovi spazi per la cedibilità degli ecobonus, nel rispetto delle regole europee di bilancio e consentono di far decollare gli interventi più volte sollecitati da settori importanti della nostra economia” ha dichiarato il viceministro Morando.

 

VIVA CAVOUR E LA TORINO –LIONE

Il governo gialloverde cerca di bloccare la realizzazione della nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione.

Il Ministro competente (?) Toninelli si è chiesto perché mai si debba andare da Torino a Lione.
Nel 1846, Cavour aveva una risposta chiara: “...sotto il profilo commerciale, l’Italia può riporre grandi speranze
nelle ferrovie...

Facendo in qualche modo svanire la barriera delle Alpi che la dividono dal resto dell’Europa e che risultano
così difficili da attraversare...”.

L’area economica integrata cheva da Trieste a Lione ha generato, nel 2016, un Pil più grande dell’intera Spagna. Più grande della somma di Baviera e Baden Württemberg. Più grande di due Polonie.

Una volta e mezza i Paesi Bassi. Ad ovest, però, questa area ha un problema di integrazione:la mobilità attraverso le Alpi è del tutto insufficiente.

Fonte foto e testo T orino T oday - 04 marzo 2019

È Sergio Chiamparino il primo che Nicola Zingaretti ha voluto incontrare da neo segretario del Partito Democratico. Lo ha voluto fare perché il presidente della Regione Piemonte sono mesi che si sta battendo in prima linea contro il blocco dei lavori per la realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione.

Ho lavorato con Enrico Morando, quando siamo stati assieme al MEF, come ministro e come vice ministro. Enrico aveva una delega chiave, si occupava del Bilancio. In questo compito èstato prezioso. Per collegare la generale strategia di definizione del bilancio con la sua traduzione in provvedimenti specifici e per la difficile gestione del dibattito parlamentare. Compitoche richiede non solo conoscenza profonda delle procedure ma anche grande sensibilità politica e capacità di mediazione.Enrico è stato molto efficace in tutti gli argomenti che venivanoanalizzati nella vita del MEF. Mi sono sempre avvalso dei suoi suggerimenti, anche quando, a volte, non li condividevo del tutto. La sua capacità di coniugare tecnica, competenza legislativa, analisi economica e sensibilità politica saranno ancora più utili quando, come mi auguro, Enrico porterà la voce del paese nel Parlamento Europeo.

Pier Carlo Padoan

Sono Vittorio Gifra e nel gennaio 2017 ero tra gli esuberi della Cementir Italia di Arquata Scrivia. Ricordo che grazie all’intervento dell’allora vice ministro dell’economia Enrico Morando fummo tutti ricollocati nel Terzo Valico, evitando la perdita del posto di lavoro. Sarò sempre riconoscente ad Enrico per averci aiutato in un momento così cruciale edifficile.

Vittorio Gifra

Nel 1976, a 26 anni, Enrico Morando viene eletto segretario provinciale del PCI di Alessandria. Nel 1988, è l’estensore
-con Rinaldo Bontempi- del manifesto federalista del PCI piemontese, che propone una svolta federalistica nella linea di politica istituzionale del partito. Migliorista, nel 1986 propone al Congresso del PCI di stabilire “rapporti anche organizzativi con i partiti dell’Internazionale Socialista”. Proposta in un primo tempo respinta, poi accolta nei fatti con la svolta della Bolognina (1989). Eletto senatore nel 1994, è membro della segreteria nazionale del PDS e poi dei DS. Nel 2001, propone al congresso dei DS di Pesaro una mozione di orientamento liberalsocialista, che sostiene l’urgenza di costruire un unitario partito riformista. In nettissima minoranza a Pesaro (10.000 voti, il 4%), questa posizione sarà poi accolta nei fatti nel 2007, quando nasce il Partito Democratico. Collabora con Veltroni alla stesura del celebre discorso del Lingotto e redige poi il programma del neonato PD per le elezioni del 2008. Dopo queste elezioni, è il coordinatore del Governo ombra del Partito Democratico. Convinto sostenitore di Renzi, alle primarie per la premiership del 2012 e al Congresso del 2013, nel 2014 diventa vice Ministro dell’Economia, con la competenza al Bilancio. Al recente congresso del PD ha sostenuto la candidatura di Roberto Giachetti.

www.enricomorando.it

Email: morandocandidatoeuropeo@gmail.com -

Tel.: 391 7701426 

Facebook: Enrico Morando - 

instagram: EnricoMorandoofficial

per contributi elettorali

IBAN: IT49K0623048680000040879809

Mandatario elettorale - Osvaldo Saio

Biografia

Nel 1976, a 26 anni, viene eletto segretario provinciale del PCI di Alessandria. Nel 1988, è l'estensore- con Rinaldo Bontempi- del manifesto federalista del PCI piemontese, che propone una svolta federalistica nella linea di politica istituzionale del partito.

Migliorista, nel 1986 propone al Congresso del PCI di stabilire "rapporti anche organizzativi con i partiti dell'Internazionale Socialista". Proposta in un primo tempo respinta, poi accolta nei fatti con la svolta della Bolognina (1989).

Eletto senatore nel 1994, è membro della segreteria nazionale del PDS e poi dei DS. Nel 2001, propone al congresso dei DS di Pesaro una mozione di orientamento liberalsocialista, che sostiene l'urgenza di costruire un unitario partito riformista. In nettissima minoranza a Pesaro (10.000 voti, il 4%), questa posizione sarà poi accolta nei fatti nel 2007, quando nasce il Partito Democratico.

Collabora con Veltroni alla stesura del celebre discorso del Lingotto e redige poi il programma del neonato PD per le elezioni del 2008. Dopo queste elezioni, è il coordinatore del Governo ombra del Partito Democratico. Convinto sostenitore di Renzi alle primarie per la premiership del 2012 e al Congresso del 2013, nel 2014 diventa vice Ministro dell'Economia, con la competenza al Bilancio. Al recente congresso del PD ha sostenuto la candidatura di Roberto Giachetti.

.

Scritti e Interventi
ENRICO MORANDO, TESTA PENSANTE DI CUI LA SINISTRA LIBERALE EUROPEA NON PUO' FARE A MENO.
Questa pagina è un mio piccolo omaggio alla coerenza e alla lungimiranza di un grande amico, maestro di buona politica e compagno di tutte le battaglie per la riforma del mercato del lavoro e del welfare che ho combattuto nei miei dieci anni di lavoro in Senato – E il mio contributo alla sua elezione al Parlamento Europeo

Pietro Ichino.


Sono qui raccolti in ordine cronologico inverso, insieme ad alcune brevi note biografiche, i link a tutti gli scritti e interventi di Enrico Morando pubblicati su questo sito nell’arco degli ultimi undici anni, cui si aggiungeranno strada facendo i link ad altri suoi interventi nel corso della campagna elettorale per il Parlamento Europeo 2019, che si apre in questi giorni.
.

Enrico Morando

NOTE BIOGRAFICHE – Nel 1976, a 26 anni, viene eletto segretario provinciale del PCI di Alessandria. Nel 1988, è l’estensore – con Rinaldo Bontempi – del manifesto federalista del PCI piemontese, che propone una svolta federalistica nella linea di politica istituzionale del partito.

Migliorista, nel 1986 propone al Congresso del PCI di stabilire “rapporti anche organizzativi con i partiti dell’Internazionale Socialista”. Proposta in un primo tempo respinta, poi accolta nei fatti con la svolta della Bolognina (1989).

Eletto senatore nel 1994, è membro della segreteria nazionale del PDS e poi dei DS. Nel 2001, propone al congresso dei DS di Pesaro una mozione di orientamento liberalsocialista, che sostiene l’urgenza di costruire un unitario partito riformista. In nettissima minoranza a Pesaro (10.000 voti, il 4%), questa posizione sarà poi accolta nei fatti nel 2007, quando nasce il Partito Democratico.

Collabora con Veltroni alla stesura del celebre discorso del Lingotto e redige poi il programma del neonato PD per le elezioni del 2008. Dopo queste elezioni, è il coordinatore del Governo ombra del Partito Democratico. Convinto sostenitore di Renzi alle primarie per la premiership del 2012 e al Congresso del 2013, nel 2014 diventa vice Ministro dell’Economia, con la competenza al Bilancio. Al recente congresso del PD ha sostenuto la candidatura di Roberto Giachetti.

Aggiungo a queste note tratte dal suo sito un’osservazione di cui sono testimone diretto: tutti coloro che hanno avuto a che fare con Enrico Morando, amici o avversari, concordano nel riconoscergli un grande rigore intellettuale e il rifiuto di qualsiasi faziosità, anche negli scontri più aspri.

Oggi è candidato al Parlamento Europeo nella lista Pd-Siamo Europei per il Nord-Ovest

Per dare un contributo alla campagna elettorale
di Enrico Morando, clicca qui

I SUOI INTERVENTI PUBBLICATI SU QUESTO SITO
NELL’ULTIMO DECENNIO

LA SCELTA “INDIPENDENTISTA” DI TUTTE LE OPPOSIZIONI E QUELLA EUROPEISTA DELLA MAGGIORANZA
Articolo di Enrico Morando e Giorgio Tonini pubblicato sul quotidiano il Foglio il 19 gennaio 2018

Il PD può e deve tendere a bipolarizzare il confronto elettorale: da una parte gli europeisti, capaci di collocare l’Italia nel concreto processo di costruzione della nuova sovranità europea; dall’altra gli “indipendentisti” o “sovranisti”, che puntano a un ritorno all’indietro rispetto al processo di costruzione degli Stati Uniti d’Europa

L’ETÀ DELL’ORO DELLE SOCIALDEMOCRAZIE: ALLE RADICI DELLA CRISI
Videoregistrazione a cura di Radio Radicale dell’incontro promosso da LibertàEguale a Roma (foto qui a sinistra), il 13 novembre 2018, presso la Fondazione Città Italia, sul tema L’età dell’oro delle socialdemocrazie: alle radici della crisi, in occasione della presentazione del libro La casa nella pineta – Segue la trascrizione dell’intervento

“[…] Nel libro di Pietro Ichino la storia del rapporto tra le due sinistre è un filo conduttore centrale: è la storia del conflitto tra la sinistra che coltiva l’antagonismo lavoro/impresa e quella che persegue invece l’obiettivo della massima possibile valorizzazione del lavoro attraverso l’impresa […]”

LE CONCLUSIONI ALL’ASSEMBLEA DI LIBERTÀEGUALE.
Testo integrale e sintesi del discorso conclusivo del Presidente di LibertàEguale Enrico Morando all’Assemblea annuale dell’Associazione svoltasi a Orvieto il 2 e 3 dicembre 2017

“Europa, alleanza con Macron e semipresidenzialismo: le nostre proposte per la campagna elettorale del 2018”

BILANCIO 2018 – 3. IN SENATO UN’OPPOSIZIONE TOTALMENTE PRIVA DI IDEE ALTERNATIVE
Replica del vice-ministro dell’Economia Enrico Morando al termine della discussione generale sul disegno di legge di bilancio, dal resoconto stenografico della sessione anti-meridiana del Senato del 30 novembre 2017

Né il Centro-destra, né il M5S, né Mdp e Sinistra Italiana, hanno proposto scelte diverse rispetto alle linee-portanti della politica economico-finanziaria proposta dal Governo: gli emendamenti presentati riguardano soltanto prelievi marginali in favore di questa o quella categoria o realtà locale

Enrico Morando in Senato, in veste di Vice-Ministro dell’Economia, nella XVII legislatura

UN’AGENDA PER LA NUOVA SINISTRA
Articolo di Enrico Morando, viceministro per l’Economia, pubblicato sul Foglio del 5 maggio 2017

Cosa può fare la gauche europea per non guardare all’indietro e farsi inghiottire dal populismo – Proporre una declinazione del globalismo attenta all’equilibrio tra meriti e bisogni – Mettersi, credendoci per davvero, alla guida di una Europa più unita

UNA STRATEGIA PER LE RIFORME, DOPO IL DISASTRO DEL 4 DICEMBRE
Conclusioni del seminario aperto della Presidenza di LibertàEguale svoltosi a Roma il 10 febbraio 2017

Le linee di un rilancio possibile della strategia di adeguamento strutturale del nostro paese alle sfide dell’integrazione europea e di una globalizzazione con la quale dovremo comunque fare i conti

MOZIONE RENZI: UN PROGRAMMA INCENTRATO SULLA COSTRUZIONE DELLA NUOVA UNIONE EUROPEA
Articolo di Enrico Morando per la presentazione della mozione congressuale di Matteo Renzi, pubblicato anche sul sito idemlab.org, marzo 2017

Primarie ed elezione diretta del presidente ue, competenza (e bilancio) ue su difesa, immigrazione e confini esterni, ricerca e contrasto alla disoccupazione non strutturale, politiche nazionali centrate sull’obiettivo dell’integrazione continentale: qui sta il discrimine fondamentale

IL PD E L’AGENDA MONTI
Documento predisposto da Pietro Ichino ed Enrico Morando per l’assemblea aperta su Il PD e l’Agenda Monti del 29 settembre 2012

Un memorandum sugli impegni che riteniamo debbano caratterizzare il programma elettorale del pd per le prossime elezioni, in continuità con la strategia europea del governo che il pd stesso sta sostenendo in questo ultimo tratto della legislatura, ma anche con alcune rilevanti integrazioni

CHE COS’È LA SPENDING REVIEW
Articolo di Enrico Morando, capogruppo Pd alla Commissione Bilancio del Senato, pubblicato su Europa il 7 luglio 2012

Non è l’operazione che si compie una tantum, per superare una crisi con una tirata di cinghia, ma un metodo di governo da applicare sempre, giorno per giorno, senza mai dare per scontato che ciò che si è stanziato una volta debba rimanere stanziato per virtù propria

RISOLTA LA QUESTIONE DEI RITARDI DI PAGAMENTO DEI DEBITI STATALI VERSO LE IMPRESE
Dichiarazione di voto di Enrico Morando per il Gruppo Pd al Senato, nella seduta pomeridiana del 4 luglio 2012, sulla legge di conversione del decreto-legge n. 3284-B, recante  “Razionalizzazione della spesa pubblica”

Una norma introdotta dal senato nel disegno di legge del governo consente al creditore di ottenere la certificazione del credito stesso in funzione dell’anticipazione bancaria e della compensazione con il debito fiscale

Enrico Morando e Giorgio Tonini, ispiratori della politica economica del Pd negli anni della segreteria Veltroni

A CHE PUNTO È LA NOTTE
Intervento di Enrico Morando svolto  al Senato nella seduta antimeridiana del 26 aprile 2012

Perchè in Italia oggi non ha senso la contrapposizione tra “rigoristi” e “sviluppisti” – Il “sentiero stretto” per uscire dalla crisi

TANTE COSE BUONE NELLA RIFORMA DEL LAVORO, MA UN ERRORE C’È STATO
Articolo di Enrico Morando pubblicato su l’Unità il 11 aprile 2012

La scelta di applicare fin da subito la nuova disciplina dei licenziamenti a tutti i lavoratori, compresi i vecchi dipendenti regolari a tempo indeterminato, ha inevitabilmente prodotto una riduzione dell’incisività dei contenuti della riforma rispetto al disegno più ambizioso iniziale

SE MONTI CE LA FA LA LEGA FALLISCE (E VICEVERSA)
Intervento di Enrico Morando estratto dal resoconto stenografico della sessione del Senato del 22 dicembre 2011

Perché il partito di Bossi punta al default del debito italiano e, simmetricamente, perché il Pd deve considerare questo Governo di salvezza nazionale come il laboratorio dal quale far emergere la propria nuova identità politica

IL DIBATTITO IN SENATO SUL DECRETO DI FERRAGOSTO
Interventi di Enrico Morando, Maurizio Castro, Nicola Rossi e Franco Marini, estratti dal resoconto stenografico delle sessioni del Senato del 6 e 7 settembre 2011, nelle quali si è svolto il dibattito sul disegno di legge di conversione del decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138

Due interventi sui difetti generali della manovra-bis con cui il Governo intende rispondere alla crisi finanziaria e due interventi sulla contestatissima norma in materia di diritto sindacale e del lavoro

COSTRUIRE L’ALTERNATIVA SU PROGRAMMI INCISIVI, NON SU SANTE ALLEANZE
Articolo di Enrico Morando, pubblicato su il Foglio il 4 marzo 2011

L’alternativa al Governo Berlusconi non si costruisce mettendo in piedi “sante alleanze” che vanno da fini a vendola, ma puntando su pochi punti programmatici precisi

RICETTE PER TORNARE A CRESCERE 
Interviste a Pietro Ichino ed Enrico Morando, a cura di Antonino Leone, pubblicate on line nel n. 2 di Sistemi @ Impresa, febbraio 2011

Le proposte del movimento democratico sul terreno dell’economia e delle relazioni industriali per rimettere in moto l’Italia

PER UN PROGRAMMA DEI DEMOCRATICI SULLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Documento redatto da Pietro Ichino ed Enrico Morando, presentato dal Movimento Democratico come contributo all’assemblea programmatica del Partito Democratico svoltasi a Roma il 4 e 5 febbraio 2011

Al collasso della “riforma Brunetta” occorre rispondere con un rilancio deciso delle parole d’ordine della trasparenza, valutazione indipendente, benchmarking spending review, clamorosamente disattese dal Governo,  e concentrare tutte le risorse su tre obiettivi prioritari

MORANDO: LE RIFORME DI CUI L’ECONOMIA ITALIANA HA BISOGNO
Intervento in Senato di Enrico Morando nella discussione sul Progetto di programma nazionale di riforma per l’attuazione della Strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva – Europa 2020 – Seduta antimeridiana del 10 novembre 2010

Il dualismo del mercato del lavoro affossa le capacità competitive del sistema, oltre a provocare quella tragica ineguaglianza e ingiustizia sociale che ben conosciamo

DOBBIAMO SAPER ANDARE ALLA RADICE DEL MALE OSCURO DI CUI SOFFRE L’ECONOMIA ITALIANA
Intervento del senatore Enrico Morando all’Assemblea nazionale del Partito Democratico – Roma, 21 maggio 2010

Una manovra emergenziale, di misure temporanee, come quella cui si accinge il governo, rischia di solo accelerare il collasso – il pd deve battersi per riforme strutturali nei campi decisivi della p.a. e della spesa pubblica, del fisco e dell’apertura dei mercati chiusi – occorre un piano triennale per il rilancio della competitività e della qualità sociale dello sviluppo

Amici e avversari concordano nel riconoscere a Enrico Morando (qui in una foto del 2010) un grande rigore intellettuale e il rifiuto di qualsiasi faziosità

GLI INTERVENTI DEI SENATORI PD NEL DIBATTITO SUL COLLEGATO-LAVORO ALLA FINANZIARIA 2010
Testi tratti dal resoconto stenografico della seduta pomeridiana del Senato del 3 marzo 2010, nella quale si è svolta la discussione del d.d.l. n. 1167-B  in quarta lettura

Gli interventi di Pietro Ichino, Enrico Morando e Tiziano Treu e il dibattito con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, e con il relatore del d.d.l. n. 1167-b, Maurizio Castro: le nuove norme sull’arbitrato per equità nelle controversie di lavoro sono incostituzionali e lesive dei diritti dei lavoratori

IL DISEGNO DI LEGGE PER LA DETASSAZIONE SELETTIVA DEI REDDITI DI LAVORO DELLE DONNE
Testo del disegno di legge n. 2102 presentato al Senato dai senatori Enrico Morando, Pietro Ichino, Paolo Nerozzi e altri il 28 aprile 2010

Una “azione positiva” incisiva per l’aumento del tasso di occupazione femminile italiano, ancora lontano dall’”obiettivo di Lisbona” del 60% – Alla misura fiscale si aggiunge, per la prima volta, un esperimento condotto secondo un rigoroso metodo scientifico, per misurare con precisione gli effetti dell’incentivo economico

IL CONTRIBUTO PER IL CONGRESSO DEL PD 2009
Documento politico di Enrico Morandosettembre 2009

L’imminente Convenzione nazionale del PD è chiamata a scegliere leader e linea politica del partito, dopo la convulsa fase della sua costituzione (ottobre 2007), della sconfitta elettorale e del primo anno di opposizione al Governo di centro-destra. In questo documento Enrico Morando – senatore del Pd – riassume, dal suo punto di vista, i termini essenziali del confronto. Con i primi cinque punti (la nuova alleanza tra merito e bisogni; partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria; partito aperto, degli iscritti e degli elettori; un nuovo internazionalismo democratico; una scelta chiara tra linee alternative) egli si propone di illustrare i cardini del posizionamento politico – funzione, natura e linea politica – che ritiene preferibile per il Pd. La seconda parte del documento non ha la pretesa di essere un programma di governo: sono solo degli esempi, per orientare la discussione congressuale e mostrare all’opera i principi illustrati nella prima parte.

News
  • Dal 17 al 20 luglio la Festa dell'Europa nel Castello di Santa Severa.

    14, Lug 2019

    Dal 17 al 20 luglio la Festa dell'Europa nel Castello di Santa Severa.
    Quattro dibattiti per rilanciare il progetto dell'unità europea.
    Io parteciperò: vi aspetto!

    Il Castello di Santa Severa ospiterà dal 17 al 20 luglio 2019 la Festa dell'Europa organizzata dalla Fondazione PER - Progresso Europa Riforme nell'ambito dell'Estate delle Meraviglie della Regione Lazio.
    L'evento prevede un ciclo di conversazioni con personaggi di rilievo del mondo dell'economia, del lavoro, delle istituzioni e delle imprese. Di seguito i titoli e i relatori delle quattro serate, che cominceranno sempre alle ore 21.00.

    Il 17 luglio si comincia con "L'Europa: incubo o sogno?" con la partecipazione di Marco Bentivogli, segretario Fim Cisl, autore del volume “Contrordine compagni. Manuale di resistenza alla tecnofobia per la riscossa del lavoro e dell’Italia”; Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea; Claudia Mancina, Università La Sapienza; Carlo Stagnaro, Istituto Bruno Leoni, autore del libro “Cosa succede se usciamo dall'euro? Quanto costerà e chi ne pagherà il prezzo”; Vittorio Ferla, giornalista, direttore Fondazione PER – Progresso Europa Riforme.

    Il 18 luglio il tema è "Europa: le sfide dell'energia e dell'ambiente" con la partecipazione di Francesco Borgomeo, Presidente e AD di Saxagres, un caso esemplare di economia circolare realizzata nel Lazio; Gian Paolo Manzella, Assessore alle Attività Produttive della Regione Lazio; Federico Testa, Presidente di Enea; Marietta Tidei, Consigliere regionale del Lazio.

    Il 19 luglio una conversazione dal titolo "Il progetto europeo: radici, minacce, conquiste" con la presenza di Andrea Catizone, avvocata, componente del Comitato scientifico della Fondazione Nilde Iotti; Alberto De Bernardi, storico, presidente della Fondazione PER, autore del libro “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche”; Marco Piantini, funzionario comunitario, autore del volume “La parabola d’Europa. I trent'anni dopo la caduta del Muro tra conquiste e difficoltà”; Angela Azzaro, giornalista de "Il Dubbio".

    Il 20 luglio ultima serata sul tema "Proposte per il progresso dell’Italia in Europa" con Giampaolo Galli dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica; Marco Leonardi, economista, autore del libro “Le riforme dimezzate”; Enrico Morando, presidente Libertà Eguale, già viceministro dell’Economia e Francesco Cancellato, direttore de "Linkiesta".

    Come spiega Alberto De Bernardi, presidente della Fondazione PER che organizza l'evento, "l’Europa è stata nel dopoguerra garanzia di pace, prosperità e libertà. Il mercato comune e la moneta comune rappresentano con i loro passaggi lenti ma decisivi, il cuore di un processo di scambio e di collaborazione tra paesi che in passato si facevano la guerra. L’economia, pertanto, non può leggersi come un minus rispetto ad una più profonda unione politica, ma uno strumento vincente che ha superato gli egoismi degli stati nazionali e ha assicurato la convivenza tra i popoli europei.
    Oggi serve rifondare e rinnovare quello slancio per conseguire una unità più piena. L’Europa, infatti, rappresenta la dimensione necessaria e indispensabile per affrontare le sfide della globalizzazione laddove i singoli stati nazionali non sono più in grado da soli di farlo. Bisogna comprendere questo passaggio storico cruciale rinunciando al mito del nazionalismo economico per sposare definitivamente la prospettiva comunitaria.
    Ciò significa promuovere la partecipazione dei cittadini alla costruzione dell’unione, aumentare il grado di collaborazione tra gli stati europei, rafforzare le istituzioni comunitarie, sviluppare le politiche comuni necessarie".

    Per informazioni
    mail: info@perfondazione.eu
    website: www.perfondazione.eu
    facebook: @perfondazione

    Di Più…...
  • 1, Giu 2019

    IL MIO COMMENTO AL VOTO EUROPEO
    Il voto, in Europa, è andato bene. I nazionalpopulisti ostili all'Unione si affermano solo in Italia, mentre cresce la partecipazione al voto. Nel Parlamento europeo gli europeisti compensano le perdite di Socialisti e Democratici e Popolari con i successi dei Verdi e dei Liberali.

    Dunque, gli elettori europei mostrano di aver capito quale fosse la vera posta in gioco- la disintegrazione dell'Unione versus l'accelerazione del processo di integrazione-, ed hanno costruito rapporti di forza nettamente favorevoli a chi si è impegnato a camminare sulla seconda strada.

    Ora sta a noi usare questi rapporti di forza per passare dalle parole ai fatti: Bilancio dell'Area Euro, effettivo governo europeo dei confini dell'Unione, strumento di difesa comune al servizio di una politica estera europea, Fondo per la tutela dalla disoccupazione non strutturale,... Non c'è tempo da perdere: le forze che dall'esterno lavorano per la disintegrazione dell'Unione ed hanno scommesso/investito sulla vittoria dei nazionalisti accuseranno il colpo loro inferto dagli elettori europei, ma non rinunceranno ai loro propositi.

    È mia opinione che un giudizio positivo- dal punto di vista degli europeisti progressisti- possa essere espresso anche sul voto del Regno Unito: la vittoria di Farage ė netta, sì. Ma come avrebbe potuto accadere altrimenti, in un Paese nel quale una chiara maggioranza della popolazione ha scelto la Brexit e che da tre anni si agita convulsamente, senza che né il governo dei Conservatori, né l'opposizione dei Laburisti sia in grado di delineare una credibile via d'uscita dal tunnel in cui si è cacciato?
    La catastrofe dei primi, la pesante sconfitta dei secondi e l'affermazione dei (fino a ieri) piccoli partiti europeisti apre dunque uno spiraglio: Corbyn può espellere Alastair Campbell dal partito, ma farà meglio a prestare orecchie a quel che dice sul Labour e sulla Brexit, se vuole evitare il collasso del partito e creare le condizioni per una sua vittoria alle prossime elezioni politiche. Se lo farà, si potrà ben dire che il voto europeo ha costretto anche il riottoso Corbyn a correggere drasticamente la sua linea politica, migliorandone le chances di vittoria.

    In questo contesto positivo emerge con nettezza l'anomalia italiana: più del 50% degli elettori votanti ha scelto partiti nazionalpopulisti. La buona tenuta (e la crescita in percentuale) del voto per il PD non può nascondere o indurci a sottovalutare l'enormità di questo dato.

    Il Governo gialloverde determina l'isolamento del Paese nella riunione del Consiglio. Si riuniscono nelle riunioni preparatorie i capi di governo Popolari, quelli Socialisti e Democratici, quelli Liberali: Conte non partecipa a nessuno di questi incontri, nei quali si elaborano decisioni che potranno avere un peso enorme sul futuro del nostro Paese: il Presidente della Commissione e del Consiglio, il vertice della BCE...
    Fosse questione di mera contrapposizione tra partiti nazionali potremmo quasi rallegrarci di questo isolamento, di questa drammatica ininfluenza. Ma non di questo si tratta: sono il presente e il futuro dell'Italia ad essere in gioco. Dobbiamo dunque sentire su di noi il peso della responsabilità di essere progressisti europeisti in un Paese con Governo e maggioranza degli elettori attivi antieuropeisti.

    La proposta su ciò che è utile al Paese, dunque, deve ispirare ogni nostra iniziativa di opposizione, per rendere chiaro alla maggioranza degli elettori che c'è, in Italia, chi è in grado di costruire intese e soluzioni europee che sappiano incidere sui problemi italiani: governo dell'immigrazione (almeno metà dello sfondamento leghista trova nel non governo di questo fenomeno il suo fondamento); politica di bilancio (via Quota 100 e Reddito di cittadinanza: rafforzamento di APE social e REI. Tutte le risorse su formazione, ricerca, investimenti pubblici e privati e riduzione strutturale del cuneo fiscale sul lavoro); Bilancio dell'Area Euro (entrate: Web Tax; uscite: ricerca e Fondo per la disoccupazione non strutturale).

    Nel prossimo autunno il governo di Salvini e di Maio presenterà una Legge di Bilancio insostenibile (lo sfondamento della spesa corrente di cui alla Legge di bilancio 2018, più la flat tax, più la mancata correzione prevista dall'articolo 81 della Costituzione e dalle regole europee). L'Italia tornerà in preda all'instabilità, mentre il debito pubblico avrà ripreso a salire.

    In quel momento di drammatica incertezza, gli italiani si guarderanno attorno, per cercare qualcosa e qualcuno su cui contare per non essere travolti: è nostro compito farci trovare pronti. Dove "farci trovare pronti" vuol dire essere dotati non di "alleanze politiche" oggi letteralmente impossibili (a sinistra del PD non c'è niente e nessuno), ma di una credibile e praticabile via di uscita per i problemi del Paese, fatta di recupero di rapporti europei, di ritorno alla stabilità dei conti pubblici, di riforme strutturali per la crescita.

    È l'offerta politica del PD che va riorganizzata, a partire dalla consapevolezza che gli attuali rapporti di forza elettorali- il successo della Lega è travolgente, quasi in tutti i settori sociali-, non possono essere aggirati dalle alleanze politiche, ma vanno aggrediti costruendo faticosamente consenso attorno a soluzioni di tipo progressista ed europeista per gli stessi problemi sui quali Salvini confeziona le sue soluzioni regressive e nazionaliste.

    Non sarà necessariamente un lavoro lungo: in un solo anno il Movimento 5 Stelle perde più di un voto ogni due che aveva. In cinque anni la Lega passa dal 4% al 34%... Non c'è ragione per ritenere che questa mobilità dell'elettorato andrà diminuendo. È una buona ragione per metterci al lavoro subito, forti di una novità che la sconfitta del M5S ci propone: siamo il secondo partito italiano, "naturalmente" protagonista di qualsiasi ipotesi di alternativa ai nazionalpopulisti.

    Infine, qualche riga di commento sul "mio" risultato elettorale (candidato PD nella circoscrizione nord ovest). Ho passato gli ultimi 40 giorni a cercare di far emergere la vera posta in gioco in queste elezioni: maggiore integrazione europea o disintegrazione. Sono convinto di aver svolto un buon lavoro. Di aver seminato consapevolezza. Servirà- ne sono certo- nei mesi e negli anni che verranno.

    Le preferenze personali prodotte da questo lavoro sono state molte, ma non sufficienti.
    Non ho che da ringraziare le centinaia di riformisti, liberalsocialisti e liberal che mi hanno aiutato, con l'entusiasmo di sempre.

    Enrico Morando

    Di Più…...
  • Alcune Fotografie inviateci che documentano

    25, Mag 2019

    Alcune Fotografie inviateci che documentano
    l'INCONTRO CON:
    ENRICO MORANDO per la
    Chiusura della CAMPAGNA ELETTORALE
    Elezioni Europee 2019
    svoltosi ad Arquata Scrivia
    Venerdì 24 Maggio Ore 21,00
    in Piazza Bertelli.

    Ho chiuso con questo appuntamento nella mia "ARQUATA"
    la lunga corsa che mi ha portato ad incontrare,
    in decine e decine di incontri tante realtà della circoscrizione Nord Ovest. (Piemonte - Lombardia - Liguria e Valle D'Aosta).

    Vi ringrazio tutti per aver concluso insieme questa bella ed entusiasmante Campagna Elettorale.
    Grazie per la grande partecipazione, per l'affetto e l'entusiasmo uniti all'impegno che tutti insieme abbiamo profuso per cogliere il RISULTATO più importante:

    IL VOTO del 26 Maggio 2019 per il Parlamento Europeo.

    PIU' INTEGRAZIONE EUROPEA.!!
    PERCHE' I PICCOLI PASSI NON BASTANO PIU'.

    Enrico Morando

    Di Più…...
  • Chiusura Campagna Elettorale di

    24, Mag 2019

    Chiusura Campagna Elettorale di
    Enrico Morando.
    ALESSANDRIA Piazzetta della Lega.
    Grazie a tutti gli amici intervenuti a chi cisegue in questa diretta.
    Domenica VOTA PD e Scrivi MORANDO
    Candidato al Parlamento Europeo 2019

    Di Più…...
  • 24, Mag 2019

    Chiusura Campagna Elettorale di
    Enrico Morando.
    ALESSANDRIA Piazzetta della Lega.

    Grazie a tutti gli amici intervenuti a chi cisegue in questa diretta.

    Domenica VOTA PD e Scrivi MORANDO
    Candidato al Parlamento Europeo 2019

    #iostoconenrico

    Di Più…...
  • 23, Mag 2019

    23 Maggio ore 20,30
    Tg Europa: "Come si risolve realmente il problema dell'immigrazione"
    A pochi giorni dalle Elezioni europee del 26 maggio voglio affrontare con Voi alcune tematiche di attualità e di grande importanza economico - sociale.

    Le nostre decisioni attuali incideranno in modo realmente importante sul futuro di tutti noi.
    Quello che sta succedendo va compreso a fondo per potersi fare delle opinioni che si basino su fatti concreti....
    Buona visione!

    Enrico Morando
    23 maggio 2019

    Di Più…...

di più...
Album dei Ricordi

Inaugurazione di una Cooperativa Agricola con Giancarlo Pajetta 

alla Croce Verde di Alessandria con Felice Borgoglio

Convegno a Genova, il Primo a sinistra Prof. Pittaluga - al centro al microfono il Prof. Petroni

in Uzbekistan, nel 1978, all'epoca ero Segretario Provinciale del PCI.

La prima tessera da Senatore 1994

kfkfkf

Alla Coce Rossa di Alessandria

Con mia sorella Grazia

Primo Manifesto Elettorale 1994

Elezioni 1996 con Fabrizio Palenzona e Gianni Rivera

Contatti
messaggio: